Voce di dispiacere di una mamma cattolica riguardante la sentenza della Corte Europea di Giustizia sulla rimozione del Crocifisso dai luoghi pubblici, in particolare dalle scuole
L'Europa, in nome del principio di libertà, punisce l'esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici, come la scuola. Una mamma si è rivolta alla Corte Europea per avere giustizia perché il Crocifisso nell'aula del figlio dava fastidio alla libertà del figlio e sua di scegliersi o meno una religione.
Che dispiacere che quest'azione sia partita da una donna, una mamma. Che pena fà questa donna; che pena fanno tutti quelli che hanno condiviso con lei questo fastidio, questa “privazione di libertà” che porterebbe il Crocifisso all'uomo.
Come può un simbolo di amore totale per l'uomo far male all'uomo! Penso a quanto gelo c'è in questo cuore di mamma e a quanto odio. Cerco di capire questa donna: sicuramente non è priva di cultura per essere stata capace di muoversi fino alla Corte Europea per questa sua battaglia. Allora penso che certamente deve conoscere cosa simboleggia per noi Cristiani il Crocifisso.
Il Crocifisso è l'Amore di Dio per noi; è il simbolo della più alta considerazione e dignità che l'uomo possa mai aver raggiunto; è il suo stato di nobiltà regale al di sopra di tutte le creature viventi, indipendentemente se si voglia credere o no al suo significato di redenzione.
Mi dispiace che una mamma, una creatura che ha generato un figlio, non capisca cosa significhi amare. Forse questa mamma pensa che così abbia amato il figlio! No. Si sbaglia.
Questa donna ha dimostrato solo di disprezzare l'Amore e con esso il sentimento più nobile dell'uomo che lo eleva a Dio.
Io penso che questa donna ha provato fastidio a guardare il Crocifisso perché questo simbolo di cui noi Cristiani andiamo fieri, la metteva di fronte al suo animo gelido, al suo cuore spento e le provocava conflitto. Io penso che questa donna sia stata un'egoista che, pur di risolvere i suoi problemi, ha preteso di far male a tutti quelli che nel guardare il Crocifisso elevano il loro cuore all'Amore. Mi viene in mente la strega davanti allo specchio nella fiaba di Biancaneve. Davanti alla sua bruttezza che lo specchio le attestava, ella sentiva il bisogno di distruggere lo specchio e Biancaneve, fanciulla dal bel cuore puro. Anche questa donna, davanti alla bruttezza del suo cuore spento che il crocifisso le attestava, doveva distruggere il Crocifisso (lo specchio) e tutti quelli che hanno il cuore rivolto all'Amore di Dio, così da eliminare il suo conflitto.
Come mamma provo dispiacere che questo divieto sia stato mosso da una donna e mamma. Come pure provo dispiacere quando una mamma, in nome della sua libertà, distrugge il frutto dell'amore, il figlio concepito, o arriva ad uccidere il figlio nato, o abbandona la famiglia allo sfascio.
Di fronte a tanta perversione del cuore umano, a tanta follia, mi domando: “questa nostra civiltà dove vuole arrivare con la sua pretesa di falsa libertà?”.
Il pensiero va alla storia, alla distruzione di Roma, o meglio, all'autodistruzione per la troppa perversione, per il troppo degrado dei valori morali in cui era caduta. Penso alle famiglie allo sbando e mi chiedo se l'uomo d'oggi nella sua corsa si è mai fermato a guardare una qualsiasi famiglia di animali; se osservassimo noi genitori una famiglia di gatti, ad esempio, quante cose potremo imparare da loro!
Una cosa è certa: il Regno di Dio che Gesù, il Crocifisso, ci ha portato è per tutti coloro che lo sanno accogliere nel cuore, non solo per la nostra civiltà occidentale, ma per tutti i popoli del Mondo.
Concetta Ilardo
Viale europa, 181 C/mare di Stabia (Napoli)
04/11/09
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