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I CONVENTI

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NB: Coloro che guidano le singole case religiose vengono defiiniti Superiori o Correttori quando presiedono una Comunità formata da 3 elementi. I Conventi con meno di 3 Religiosi si definiscono invece Responsabili

NAPOLI


- Santuario S. Maria della Stella - Via Stella 25 , 80137 Napoli (NA) - tel. 081 294797

ATTIVITA': Santuario Mariano, Sede del Padre Provinciale; Casa di formazione per aspiranti e Chierici.
RELIGIOSI: P. Damiano La Rosa (Superiore Provinciale e locale), P. Emmanuel Salvati (Rettore del Santuario e Responsabile della Formazione), P. Vincenzo Corigliano, Fra' Nicola Quaranta, Fra' Antonio Amatrudo.
CHIERICI: Fra' Giacomo D'Orta, Fra' Alessandro Sframeli
ASPIRANTI: Federico Rubino, Luigi Cioffi, Francesco Giacobbe, Fulvio Montisanti.

Il Santuario Santa Maria della Stella, che si raggiunge salendo per l'omonima Via Stella da Piazza Cavour in Napoli, ha un'importanza non secondaria essendo il Convento che da il nome all'intera Provincia Monastica, ragion per cui è interessante stendere alcuni cenni storici intorno al titolo che esso attribuisce alla Vergine Maria.
Siamo nei primi anni del 1500 e a Napoli imperversa il morbo della peste che miete centinaia di vittime; un tessitore napoletano di nome Sebastiano riceve in sogno una rivelazione da parte della Madonna: nei pressi del convento agostiniano di San Giovanni a Carbonara è seppellita fra le macerie un' icona raffigurante il suo volto attorniato dalla figura dei 12 apostoli. Se il brav'uomo l'avesse riportata alla luce e ne avesse favorito il culto, la peste in tutta Napoli sarebbe immediatamente cessata. L'immagine viene di fatto trovata in buono stato, viene collocata in una cappella di Porta San Gennaro dove viene esposta alla pubblica venerazione e di fatto la pestilenza ha fine. Grati alla Vergine per la sua speciale intercessione liberatrice, i Napoletani promuovono il culto della rinvenuta effige presso diverse chiese e oratori della città, fra i quali quello del “Largo delle pigne”, finchè le autorità ecclesiastiche affidano l'immagine della Vergine ai Padri Minimi allora dimoranti presso il Convento di san Francesco di Paola in Piazza Plebiscito. Il favore del popolo fa si che la prodigiosa immagine venga venerata con il dovuto rispetto e le massime attenzioni. Nel 1577 il nobile Ugo Fonseca cedette in dono ai Religiosi Minimi la poderosa villa che sorgeva nell'attuale zona del Santuario confinante con il rione della Sanità; i frati, che già avevano riscosso molte donazioni da parte del popolo poterono ivi costruire una prima cappella da dedicarsi alla Madre del Signore, nella quale fu collocata al pubblico la preziosa icona. Fu in epoche successive che si ebbe l'edificazione della parte restante della chiesa con annesso Convento la cui facciata fu terminata in un secondo momento, nel 1644
per un voluminoso progetto artistico e culturale.
Oltre alla cappella apposita che ospita la famosa immagine di Santa Maria della Stella, la chiesa ospita anche l'importantissimo quadro dell'Immacolata Concezione attribuito al Caracciolo, meta di visite e di studi da parte di parecchie università europee, collocato dietro all'altare maggiore, il soffitto della navata e del transetto a cassettoni dorati che riproduce tre tele del 1688 di Pietro del Po, raffiguranti (da sinistra) La Fuga in Egitto, La Circoncisione di Gesù, la Nascita della Vergine . Le dieci cappelle laterali, tutte del XVII secolo, sono strutturate in decorazioni di stucco e le paraste in tarsie marmoree. La sacrestia, opera del Vecchione, è del 1631.


Parrocchia S. Maria Antesaecula, Via Domenico Fontana 113, 80128 Napoli (NA)
tel. (+39) 081 5468181

ATTIVITA': Parrocchia
RELIGIOSI:: P. Francesco Carmelita (Parroco)
LA COMUNITA' RELIGIOSA E' ACCORPATA A QUELLA DELLA BASILICA REALE S. FRANCESCO DI PAOLA (Vedi)

Il Convento dei PP. Minimi al Vomero è una struttura di recentissima costruzione, realizzata nel corso degli anni '60. Anteriormente si ha notizia di un antico Convento ubicato in altro sito della medesima zona del rione partenopeo edificato nel 1583 e soppresso nel 1806, ma non si conoscono particolari notizie intorno alla sua storia. L'attività attuale dei Religiosi nella chiesa del Vomero è la gestione di una parrocchia che accoglie numerosi fedeli ivi residenti.


Basilica Reale di San Francesco di Paola Piazza Plebiscito 80132 Napoli

ATTIVITA': Parrocchia; Accoglienza turisti; attività culturali
RELIGIOSI: P. Saverio Cento (Responsabile e Rettore Parroco), P. Francesco Carmelita (Parroco Parrocchia S. Maria Antesaecula)


San Francesco di Paola in Napoli è il convento più importante della Provincia Napoletana e certamente uno dei più rilevanti dell'Ordine, essendo situato proprio al centro della città partenopea e vantando un ricco valore di storia e di cultura per il quale ancora oggi la chiesa è meta di continue visite turistiche. E' tradizione che San Francesco di Paola, di passaggio a Napoli durante il suo itinerario verso la Francia , visitando l'antico convento che all'epoca sorgeva su un aspro e desolato pendio presso l'attuale Piazza Plebiscito, avesse profetizzato che quel luogo impervio e inospitale al quale erano costretti i suoi frati con il trascorrere dei secoli sarebbe diventato uno dei luoghi più attraenti d'Italia. Il che di fatto avvenne a partire dal 1816. In quell'anno il Re Borbone Ferdinando I (come re delle Due Sicilie; IV come re di Napoli) aveva da poco recuperato il trono estirpatogli in precedenza da Murat, a suo dire per una speciale intercessione a San Francesco di Paola, Santo a cui era devotissimo e al quale aveva in precedenza emesso un voto. Pieno di gratitudine nei confronti del Paolano, il monarca ordinò l'edificazione di un maestoso tempio sullo stesso luogo dove già sorgeva l'antico convento dei Minimi, che avrebbe dovuto rispecchiare lo stile neoclassico proprio dell'epoca. Il monumento, che commemora ancora adesso l'ex voto di Re Ferdinando sulla facciata, fu edificato fra il 1816 e il 1832 ed era destinato soprattutto alle funzioni a cui prendeva parte l famiglia reale, i nobili e i cortigiani. Una galleria sotterranea, oggi chiusa dal cemento, collegava la chiesa al Palazzo Reale, questo ubicato nel lato opposto della sito nella Piazza Plebiscito, frontalmente alla chiesa stessa.
La struttura interna della chiesa è molto ricca e suggestiva: preceduta da un pronao di dieci colonne a cui si accede salendo alcuni gradini marmorei, essa presenta la panoramica vastissima della navata a pianta circolare che unitamente alla maestosa cupola a cassettoni (la quarta in ordine di grandezza in tutta l'Europa) da' allo spettatore l'idea immediata del Pantheon di Roma. L'altezza dal pavimento alla della cupola è di 53 metri ; 33 metri il diametro del pavimento. La cupola è sostenuta da 34 colonne marmoree. Intervallati da due cornicioni, in alto, si offrono sette tribune che si susseguono in giro: una di esse (quella di mezzo) era destinata alla famiglia reale che vi accedeva per assistere alle funzioni liturgiche, le altre erano invece occupate dai cortigiani, dal coro dei monaci e dall'orchestra. Le otto statue che torreggiano sul vano centrale della chiesa rappresentano alternativamente i quattro apostoli


L'interno della Basilica e la cupola

evangelisti e quattro fra i più importanti Dottori della chiesa: S. Giovanni Crisostomo, Sant'Ambrogio, Sant'Agostino, S. Atanasio.
L'altare maggiore è del ‘700 in pietre dure, marmi, lapislazzuli appartenuto in precedenza alla Chiesa dei SS. Apostoli e attribuito ad Anselmo da Cangiano (1641). Una bolla pontificia la cui copia è esposta nella cappella laterale alla destra di chi entra, firmata da papa Gregoria XVI concedeva nel 1836 allo stesso altare, in via eccezionale, che in esso si potesse celebrare la Messa rivolgendosi la persona del sacerdote de visu verso il popolo anziché di spalle. Dietro l'altare maggiore si apre un coro ampio e spazioso nel cui fondo si ammira il quadro settecentesco del Camuccini raffigurante San Francesco di Paola che resuscita il nipote. Sopra l'altare maggiore, immediatamente sotto la cupola e alla sommità delle colonne, quattro cariatidi dorate sormontano l'intera struttura. Lungo la navata centrale si susseguono diverse cappelle con particolari dipinti di Santi o raffigurazioni evangeliche attribuiti a Tommaso De Vivo. Le cappelle laterali più importanti si trovano però all'entrata della chiesa, entrambe sormontate da rispettive cupole monumentali. A destra di chi entra la cappella dedicata a San Francesco di Paola che ospita la statua del Santo e una tela attribuita ad un autore della scuola del Caravaggio. In fondo all'altare maggiore della medesima cappella presenza il quadro di Luca Giordano raffigurante San Francesco di Paola. La struttura interna della Basilica si presta per la realizzazione di concerti di musica sacra o di altre iniziative culturali che di fatto si svolgono nel monumento in armonia con le funzioni liturgiche.

 

CASTELLAMMARE DI STABIA



Basilica S. Maria di Pozzano - Largo Pozzano 80053 Castellammare di Stabia (NA) Tel 0818026070 tel 081 8026070 www.basilicadipozzano.fasturl.it

ATTIVITA': Santuario mariano; Accoglienza pellegrini; Accoglienza per ritiri spirituali.
RELIGIOSI: P. Aldo Della Monica (Correttore), P. Giuseppe Ceglia (Rettore Santuario), P. Giuseppe Porzio (Rettore Chiesa S. Maria della Salute in Massa Lubrense, Fra' Vincenzo Serino (Sacrestano)

Il Santuario mariano dedicato alla Vergine di Pozzano si trova sulla strada statale che da Castellammare di Stabia conduce a Sorrento, in cima ad un colle che domina il sottostante cantiere navale stabiese e l'intera città.
La Storia di questo convento rimonta già all'epoca pre cristiana: secondo quanto si evince da un'ara di antichissime origini sita nel piazzale antistante alla facciata della chiesa, prima ancora che un luogo di culto dedicato a Maria sorgeva sul colle un tempio dedicato a Diana. L'origine della storia della nostra chiesa si ha invece propriamente nel secolo XI d. C quando diversi naviganti e allevatori della zona, per parecchie notti notarono che dal colle arido e desolato si sprigionava una misteriosa luce come di fuoco. Il fenomeno si ripetè nottetempo per prolungati periodi, finchè la Madonna apparve in sembianze umane ad alcuni pescatori sempre intenti ad ammirare lo strano chiarore. Chiese loro di recarsi immediatamente dal Vescovo di Castellammare di Stabia per informarlo che nello sperduto monte solitario da cui si era elevata quella misteriosa luce, in fondo ad un pozzo, giaceva una sua icona che sarebbe dovuta ritornare alla luce ed essere resa oggetto di culto. La Vergine desiderava che sul luogo del ritrovamento venisse costruita una chiesa in cui omaggiare la ritrovata immagine.
Informato il Vescovo, questi prese atto della visione e l'associò ad un'altra simile che egli stresso aveva avuto in precedenza. Fu organizzata quindi una processione che dalla città di Castellammare raggiunse la sommità del colle dove, nascosta fra rovi e pruni, si trovò l'apertura di un pozzo (che darà origine al nome della località di Pozzano ) e nel fondo di esso fu rinvenuta l'immagine di tela raffigurante la Madonna con il Bambino seduta su un trono marmoreo, in abiti di porpora con alcuni medaglioni ritratti attorno alla stessa che raffiguravano i dodici apostoli. Il dipinto, probabilmente del V secolo, è attribuito ad un ignoto autore della Chiesa orientale, e deve essere stato fra quelli che erano sfuggiti alla precedente persecuzione iconoclasta. Il ritrovamento dell'icona non tardò a suscitare l'interesse di migliaia di devoti che da Castellammare e da tutta la Campania accorrevano sempre più numerosi a venerare la Vergine e ben presto si eresse una chiesa sullo stesso luogo della scoperta, secondo il desiderio della Madonna, che fu dedicata a Maria SS. di Pozzano. Il pozzo in cui si era scoperta l'effige venne denominato “pozzo dei miracoli”.
Il numero sempre più crescente di fedeli e di devoti che andavano aumentando provenendo da tutto il Meridione impose che alla primitiva struttura si affiancassero anche altre abitazioni nel circondario, tutte finalizzate ad incoraggiare il culto della Beata Vergine e che la chiesa primitiva venisse sostituita da un più grande e vasto monumento.
Vivente ancora San Francesco di Paola, nel 1477 i cittadini stabiesi decisero di omaggiare il buon frate concedendo la chiesa di S. Maria di Pozzano ai suoi religiosi Minimi che di fatto cominciarono ad officiarla da quell'anno costruendo con il favore del popolo un annesso convento in cui dimorare per rendere sempre prosperoso e fecondo l'apostolato della devozione alla Vergine, ma le autorità ecclesiastiche si opposero alla venuta dei frati del Santo Paolano a Castellammare di Stabia, bloccando tutti i progetti. Per l'arrivo effettivo dei Religiosi Minimi a Pozzano si dovrà attendere fino al 1506. Fu in quell'anno infatti che il Santo, ormai dimorante in Francia inviò i primi frati che ebbero anche la facoltà di erigere un faro luminoso di orientamento per i naviganti e di esigere per esso una tassa dai medesimi.
L'importanza del Santuario di Pozzano non è legata tuttavia alla sola immagine miracolosa della Madonna: nel 1631 l'intera Penisola Sorrentina fu colpita da una lunghissima serie di violenti terremoti che recarono non pochi danni a cose e a persone nei centri del circondario e che non concedevano tregua alla popolazione. Ai fini di implorare la grazia divina, il Superiore del Convento dei PP. Minimi di Pozzano, P. Bartolomeo Rosa, invitò i confratelli e il popolo a prendere parte ad una processione penitenziale che mosse dalla collina pozzanese fino alla Basilica di Castellammare di Stabia. Qui il religioso celebrò una liturgia eucaristica e durante l'omelia, mentre predicava concitatamente al popolo, improvvisamente si arrestò per alcuni minuti come colpito da una visione o un evento straordinario. Riprendendo poi a parlare alla gente esortò tutti i fedeli a recarsi immediatamente con lui alla spiaggia, dicendo: “Andiamo a ricevere il Figlio che viene a trovare la Madre Sua.” Si formò una nuova processione di fedeli che in orazione,

Guidati dallo stesso P. Bartolomeo, raggiunsero il litorale e tutti restarono meravigliati e attoniti nel notare che, sospinto dalle onde, si dirigeva verso la riva un crocifisso senza la croce. Non appena il sacerdote minimo lo ebbe raccolto, un improvviso bagliore simile a un raggio di sole squarciò il cielo nuvoloso stabiese posandosi con veemenza sul capo della statua del Cristo.
In seguito a quella nuova apparizione miracolosa cessarono le terribili prove del terremoto. Il Crocifisso venne esposto alla pubblica venerazione in una cappella del santuario. Nel XVIII secolo fu trasferito nella sacrestia della Chiesa, dove tuttora viene venerato sia per omaggiare la Madonna sia per rendere culto al prodigioso Crocifisso, specialmente in primavera e nei mesi più favorevoli dell'anno, numerosi pullman di pellegrini provenienti da ogni parte della Campania e del territorio nazionale giungono al Santuario di Pozzano dove trovano l'accoglienza e l'assistenza spirituale dei Frati Minimi. Anche per la sua posizione collinare che offre una panoramica suggestiva sul mare di Pozzano, il Santuario si presta molto anche per i ritiri spirituali e le giornate di raccoglimento e di riflessione indirizzate a singoli e a gruppi che possono trascorrere alcuni giorni di ritempramento previo accordo con il P. Superiore del posto.
La chiesa di S. Maria di Pozzano è a pianta a croce latina, dalla navata fiancheggiata da otto cappelle in stucco. L'altare maggiore originario è in marmi policromi e pietre dure e rimonta al 1700, come pure la balaustra che lo sormonta. In fondo all'abside il quadro su tela di San Michele, opera di Luca Giordano. Altri dipinti nelle cappelle laterali sono attribuiti al De Matteis. Il transetto, che si apre in fondo a sinistra di chi osserva la navata, ospita nel fondo la cappellina che ancora ospita la prodigiosa effige della Madonna su un altare del 1600 in marmi policromi. Nella parte superiore della navata, nelle adiacenze della cappella dedicata a san Francesco di Paola, una piccola scala protetta da una ringhiera in ferro conduce alla cripta nella quale vi è il pozzo in cui fu ritrovata l'immagine della Madonna, oggi divenuta una cappellina dove si svolgono regolarmente le funzioni liturgiche. Sempre la cripta ospita un sepolcreto di antichissime origini.

 

MASSALUBRENSE (NA)



Convento S. Francesco di Paola - 80061 Massalubrense (NA) tel. 081 8789036

ATTIVITA': Vita conventuale, Campi Scuola e Ritiri Spirituali
RELIGIOSI: P. Giuseppe Porzio (Rettore Chiesa)
LA COMUNIT' RELIGIOSA E' ACCORPATA A QUELLA DELLA BASILICA S. MARIA IN POZZANO (Vedi)
LA COMUNITA' RELIGIOSA E' ACCORPATA ALLA COMUNITA' DEL CONVENTO DI S. MARIA DI POZZANO IN CASTELLAMMARE DI STABIA (Vedi)

 

Anche il Convento di San Francesco di Paola in Massalubrense è una delle case storiche della Provincia e dell'Ordine. La sua fondazione si stima fra il 1582 e il 1584, per volere della popolazione lubrense, devotissima al Santo di Paola, che volle donare ai Religiosi Minimi una chiesa e relativo luogo dove condurre la propria vita spirituale e il proprio ministero. Ad interessarsi della fondazione del Convento fu lo zelantissimo nonché stimatissimo P. Valentino Vespoli, Superiore Generale dell'Ordine in quel periodo che ottenne il consenso delle autorità locali per fondare una struttura conventuale su una chiesa già esistente dal 1300, dedicata a Santa Maria della Salute.
La chiesa si presenta complessivamente nello stile barocco meridionale. Caratteristica peculiare della pavimentazione della navata come pure del chiostro conventuale annesso alla chiesa stessa, è la famosa maiolica, che costituisce una singolarità in tutta la Penisola Sorrentina. Essa fu introdotta a partire dai lavori di ristrutturazione che ebbero luogo nel 1783, quando vennero aggiunti anche nuovi altari in marmi policromi. Il pavimento centrale dell'unica navata della chiesa, appunto maiolicato, riporta dipinto l'imponente motto CHARITAS dell'Ordine dei Minimi. Ai lati della navata si distinguono quattro altarini e una cappellina dedicata a San Francesco di Paola, che ospita un dipinto del Santo accompagnato da latri due dipinti murali raffiguranti l'incontro di San Francesco con il Re Ferrante d'Aragona e il miracolo dei castagni. Altri dipinti della mensionata cappella rappresentano la città di Massalubrense e un uomo devoto raccolto in preghiera che viene identificato con uno dei più generosi benefattori del Convento ai tempi della sua fondazione.
Sul primo altare della navata, a sinistra di chi entra, si venera l'immagine della Madonna della Salute; dietro all'abside, invece, un quadro su tela di un ignoto autore napoletano del ‘600 che ripropone Maria Immacolata attorniata da una ricchissima cornice dorata. Accanto alla Vergine San Gennaro e San Bonaventura. Anche in sacrestia, i cui mobili sono in noce stile cinquecentesco, il pavimento maiolicato riproduce la scritta CHARITAS, similmente che nella navata della chiesa.
La zona antistante il Convento ha un sapore del tutto agreste e campagnolo: dopo la piazza antistante solitamente frequentata in estate dai turisti, dai giovani e dalla gente del posto, il panorama offre la ricchezza delle distese di olivi, agrumeti, viticulture; il clima genrale è quello dell'isolamento, del silenzio e della tranquillità che caratterizzano oltre che la zona anche gli ampi spazi del convento, questo edificato a tre bracci.
La gente del posto, quasi del tutto dedita al primario e alle attività di allevamento, nutre una radicata devozione verso il Santo Paolano che la conduce a manifestare amore verso il Convento di San Francesco che pullula di gente durante la celebrazione della Festa dedicata al Santo.


SALERNO



Convento S. Maria ad Martires- Via A. Falvo 1, 84100 Salerno (SA) tel. 089 796243

ATTIVITA': Parrocchia
RELIGIOSI: P. Michele De Luca (Responsabile); (P. Luigi Paciolla (Parroco)

Il Convento salernitano della Provincia è oggi una moderna struttura che gestisce una grande comunità parrocchiale composta da numerosi gruppi e associazioni, anche formati da membri extraparrocchiali. Il lavoro pastorale è intenso. La chiesa parrocchiale sorge sul lungomare di Salerno nella zona del Torrione e fu edificata nel 1961 per essere affidata ai PP. Minimi dal Vescovo locale Mons. Demetrio Moscato, che, Calabrese di origine e devotissimo a San Francesco di Paola, incoraggiò il ritorno dei PP Minimi nella diocesi salernitana.
Molti secoli addietro, infatti, i Religiosi Minimi, in seguito alla visita del loro Fondatore nel 1483, risedettero a Salerno in un antico Convento dedicato a San Francesco di Paola, sito nel centro della città, che fu poi espropriato e incamerato dalle Istituzioni.


VICO EQUENSE (NA)


Convento di S. Vito, via R. Bosco 59, 80069 Vico Equense (NA) tel. 081 8798029

ATTIVITA': Catechesi, attività ludiche, oratoriane, ricreative e culturali.
RELIGIOSI: P. Luigi Pollastro (Responsabile), Fra' Andres Ramires

Grande patrimonio della nostra Provincia Monastica e dell'intero Ordine è anche il Convento di San Vito di Vico Equense, una piccola località turistica a pochi chilometri da Sorrento.
Il convento si trova nell'omonima zona di san Vito, a circa due km dal centro cittadino e riguarda un antico edificio monastico in origine appartenente ai Padri Celestini che passò all'Ordine di San Francesco di Paola nel 1572, dopo aver avuto differenti proprietari. La chiesa, avente un'unica navata attorniata da diverse cappelle dedicate ad alcuni Santi, come anche la maggior parte dei luoghi del Convento, è stata ristrutturata dopo i danni subiti nel terremoto del 1980. Di particolare interesse è l'altare maggiore in marmi policromi e il pavimento della stessa navata sempre in marmo. Il chiostro del Convento a cui si accede da un vasto corridoio e da un conseguente refettorio monumentale, è abbastanza ampio e ospita un giardino di agrumeti in uno spazio sormontato da edicole che rappresentano scene della vita di San Francesco di Paola.

La casa conventuale è stata utile alla storia dell'ordine in quanto luogo di formazione delle nuove leve come aspirantato e casa di Noviziato, ma oggi le attività che vi si svolgono sono di varia natura: accoglienza dei giovani e formazione dei ragazzi, catechesi, formazione adulti e la caratteristica annuale Festa delle Pacchianelle che si svolge puntualmente tutti gli anni in data di 6 Gennaio, a conclusione del Tempo di Natale. La manifestazione ebbe origine dall'iniziativa del Religioso Minimo Fra' Pasquale di Somma, che nel 1909 vestì' “alla contadinella” (in lingua locale “pacchianella”) otto ragazzine che portavano in processione doni al Bambino Gesù. Il corteo del presepe itinerante, inizialmente abbastanza ridotto e privo di contenuti, si evolse nel corso degli anni assumendo sempre più colori e attrattive pittoresche e di poesia e folklore locale, anche grazie allo zelo e all'interessamento del P. Francesco Savarese ex Superiore Generale dell'Ordine, fino a diventare oggigiorno una delle attrattive più importanti per il turismo della Penisola Sorrentina. Composto da ben 500 figuranti e numerosi gruppi e personaggi che sfilano per le vie del centro cittadino di Vico Equense vestendo in abiti presepiali dallo stile ‘700 napoletano, accompagnato dal suono melodioso degli zampognari che fanno ala al Bambinello recato su un tronetto adornato convenientemente, il presepe itinerante delle Pacchianelle è seguito con interesse e partecipazione da migliaia di persone provenienti da ogni angolo della Campania ed è ormai prossimo alla Celebrazione del suo primo Centenario (6 Gennaio 2009).

Un particlare della Festa delle Pacchianelle che si celebra in data 6 Gennaio di tutti gli anni

Al P. Savarese si deve anche l'inaugurazione nel 1992 del Museo di Arte Sacra oggi inserito nel programma degli itinerari turistici della Regione Campania, accessibile al primo piano dello stabile, che contiene parecchi capolavori artistici attribuiti ad autori del 1600 e 1700, rinvenuti dallo stesso Religioso presso i numerosi conventi minimi oggi chiusi: particolare interessante di questa raccolta, oltre alla pinacoteca dei quadri rappresentanti esponenti dell'agiografia cristiana, è anche il famoso paliotto in corallo rosso del 1600 intarsiato che nella parte centrale rappresenta il miracolo dell'attraversamento dlello stretto di Messina operato da San Francresco di Paola, opera questa di grande valore culturale anche per la Sovrintendenza delle Arti. Come pure il Cristo Crocifisso in avorio del ‘700 e l'altare in legno del 1780 accompagnato da un Messale risalente al 1500.

  Il Museo del Convento di San Vito e il paliotto e il crocifisso in avorio

 

PALERMO


Convento San Francesco di Paola, Via Sant'Oliva 3, 90141 Palermo Tel 091586373 www.sanfrancescodipaola-palermo.it

ATTIVITA': Parrocchia
RELIGIOSI: P. Salvatore Zicari (Responsabile e Parroco), P. Gian Franco Scarpitta (Vicario Parrocchiale, Delegato TOM)

 

  Il vero nome del Convento minimo nel capoluogo siciliano in realtà è quello di S. Oliva, derivante dalla devozione fervente che i palermitani nutrivano verso questa Santa martirizzata intorno al 1300 dai Saraceni e alla quale già nel 1310 era stata dedicata una piccola cappella, che corrisponde oggi al tempietto di San Michele dell'odierna chiesa parrocchiale officiata dai Minimi.
Prima che i nostri religiosi vi arrivassero, infatti, è storicamente accertato in questo luogo il culto a Sant'Oliva già esistente nell'XI secolo; la festa ricorre il 10 Maggio di ogni anno.
Fu nel 1518 che la chiesa di Sant'Oliva passò ai Frati Minimi, che vi si stabilirono su indicazione del Vicerè Ettore Pignatelli, il quale aveva incontrato San Francesco di Paola alla corte di Tour dove era stato imprigionato e aveva da questi ricevuto la profezia che presto sarebbe tornato in Sicilia e ivi avrebbe regnato per 18 anni. Impossessatisi della chiesetta, i Minimi provvidero all'edificazione del Convento ottenendo degli spazi di giardino attigui alla piccola struttura di culto e nel 1524 i Religiosi vennero ufficialmente accolti con rescritto pontificio, il quale permetteva che, qualora essi avessero rinvenuto il corpo di Sant'Oliva (perdutosi in qualche angolo di Palermo) avrebbero potuto esporlo alla venerazione del popolo.


L'interno

La chiesa del Convento fu ampliata negli anni successivi alla venuta dei Minimi a Palermo. Essa si compone di una navata ai cui lati presenziano dodici cappelle intercomunicanti divise da pilastri in marmo policromo. Accanto all'altare maggiore le possenti cappelle di San Francesco di Paola del Gasino e di Sant'Andrea Apostolo. Stucchi e altri elementi decorativi arricchiscono la sontuosità della chiesa, come pure gli angeli e gli arabeschi scolpiti nelle pareti e nelle varie cappelle. Altre cappelle interessanti e sontuose nei colori e nelle decorazioni sono quella dedicata al SS. Crocifisso, a lato del cappellone dell'altare maggiore, che ospita appunto un crocifisso ligneo del XVI secolo, quella dedicata a San Giuseppe con una tavola ad olio di Vincenzo Ainemolo di Pavia, quella della Madonna Immacolata e quella di Sant'Oliva Vergine e Martire nel cui pavimento vi è un pozzo che si vuole avesse ospitato il corpo della Santa e la cui acqua che anticamente si attingeva sarebbe stata fautrice di prodigi. Attualmente il Convento di San Francesco di Paola gestisce una delle Parrocchie più frequentate del capoluogo siciliano, essendo meta di moltissimi fedeli anche da altri territori parrocchiali e da altri paesi limitrofi che accedono alla nostra chiesa per usufruire soprattutto dei Sacramenti dell'Eucarestia e della Riconciliazione, che specialmente nei giorni festivi impegnano il lavoro pastorale dei sacerdoti. La chiesa parrocchiale, anche ricercata per la celebrazione dei Matrimoni, è meta di pellegrinaggio dei numerosissimi devoti palermitani al Santo Paolano.

MILAZZO (ME)


Convento Santuario San Francesco di Paola, 98057 Milazzo (Me) Tel. 0909281337 www.santuariosanfrancescodipaolamilazzo.it

ATTIVITA': Santuario, attività oratoriane, servizio parrochiale
RELIGIOSI: P. Mario Savarese (Responsabile e Parroco), P. Matteo Cusumano

Il Santuario di san Francesco di Paola a Milazzo vanta di essere il più antico convento minimo della Sicilia e di aver ospitato, unico fra tutti, il santo Calabrese, la cui venuta nella cittadina siciliana in provincia di Messina ha segnato una svolta nella devozione del popolo le cui impronte indelebili sussistono tutt'oggi. L'eremita di Paola giunse infatti a Milazzo il 4 Aprile 1464, accolto con esultanza dalla popolazione e dalle autorità che gli offrirono la possibilità di edificare un convento sul monte San Biagio. Come già era avvenuto durante l'edificazione degli altri conventi in Calabria, non mancarono durante l'edificazione della struttura milazzese i miracoli operati dal Santo: essendo venuta a mancare l'acqua, il santo indicò agli operai addetti alla costruzione un luogo nel quale si sarebbe dovuto scavare per ottenere un pozzo; sul punto indicato gli operai scavarono ma improvvisamente, cavata poca terra, incontrarono due pietre poste l'una accanto all'altra, di dimensioni enormi e di peso possente. Francesco tracciò su quei massi un piccolo segno di croce e le alleggerì. Le raccolse e le pose in altro luogo a parte per edificare sopra di essi una parete precisando che quei massi sarebbero stati le fondamenta del nuovo convento. In quell'occasione profetizzò che quando i frati si sarebbero provvisti di una cisterna per raccogliere l'acqua piovana, la prima risorsa d'acqua che ne sarebbe piovuta sarebbe diventata acqua salmastra. Il che di fatto si verificò quando i religiosi provvidero a costruire la cisterna. Sia le suddette pietre sia la cisterna con l'acqua tuttora salmastra si trovano conservate nella struttura conventuale, mentre il pozzo si trova nell'atrio dell'attigua caserma dei Carabinieri un tempo anch'essa parte del Convento minimo. Sempre durante i lavori, si verificò che una delle travi che si adoperavano per l'erezione delle pareti era troppo corta e non avrebbe aderito ad ambedue le estremità. Francesco la prese fra le mani e la tirò quasi come se fosse di gomma, ottenendo che si allungasse nel modo adeguato. La trave si trova adesso esposta nella chiesa.

La chiesa voluta dal Santo venne conservata fino ai primi anni del XVII secolo finchè la faciata venne edificata con il prospetto volgente sul Golfo di Milazzo e con una rampa di scale per l'ingresso dove vi era l'antica abside. Accanto all'ingresso centrale, che dal 1700 ospita una statua del Santo delle tribune e sfregi stile barocco, vi sono altri due ingressi laterali di cui uno oggi murato, che anticamente dava sul chiostro.
la navata centrale della chiesa è in marmi policromi, come pure l'latare maggiore, dedicato a San Francesco di Poala e sormontanto dalle immagini simboliche della Fede e della Speranza; e la volta a botte rappresenta alcune scene simboliche e la gloria di San Francesco di Paola. Questi è raffigurato anche in altri due dipinti più piccoli mentre si trova in udienza dal Pontefice Sisto IV e mentre spezza la moneta di fronte al re Ferrante di Aragona. Altre tele ad olio rappresentano miracoli vari del Santo calabrese, mentre nell'abside viene dipinto il Cristo in atto di moltiplicare i pani.
Oltre agli altari laterali, interessante è il simulacro della Madonna con il Babino che secondo gli storici del convento fu donata a San Francesco di Paola da parte di una famiglia siciliana e che sarebbe stata talmente venerata da suscitare anche l'ammirazione degli ostilissimi Saraceni che non di rado prendevano d'assalto le coste di Milazzo: anche i maomettani avrebbero avuto devozione per siffatta Madonna con il Bambino.
Confessionali e sacrestia sono in noce stile 1700,mentre di fronte a quest'ultima in una cappellina riservata si venera il corpo di Santa Candida Vergine
La struttura interna della chiesa è stata fatta più volte fra il 1600 e il 1700 e anche nei primi anni del '900, in seguito ad un incendio divampato nella stessa, vennero restaurati gli affreschi e le decorazioni.Guarda il video della "berrettella di Milazzo"

MARSALA (TP)

Convento San Francesco di Paola Corso Calatafini 43, 91025 Marsala (Tp) Tel. 0923999943

ATTIVITA': Parrocchia
RELIGIOSI: P. Mario D'Auria (Responsabile e Parroco), P. Giorgio Terrasi (Vicario Parrocchiale)

L'arrivo a Marsala dei PP. Minimi è stimato intorno al 1582 - 1583 quando i religiosi, desiderosi di vivere in eremitaggio fuori dal centro abitato, ottennero una prima dimora nei pressi della Chiesa Madonna della Grotta, oggi in disuso. A causa delle precarietà del posto, essi cambiarono tuttavia luogo pochi anni più tardi, risidendo nella chisa di san Giuseppe del centro cittadino, dove realizzarono interessanti opere di apostolato e di ministero di devozione. Finchè nel 1585, con l'interesse del P. Giovan Vito Giacalone e il concorso della popolazione edificarono un loro convento di cui oggi non resta se non una piccolissima ala concentrata.
Originariamente in stile barocco, la chiesa del Convento fu rifatta parecchie volte e anche in tempi recentissimi.
Le attività che vi sisvolgono sono di impronta catechetica e parrocchiale.

A Massa Lubrense (Na) oltre al convento succitato della Provincia napoletana presenzia anche un'altra casa dedicata al Noviziato Generalizio, il Convento Maria SS. Anunziata, gestita dal Padre Generale e finalizzata alla formazione dei Novizi dell'Ordine.