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LETTERE DEL P. PROVINCIALE | ![]() |
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Lettera del Correttore Provinciale
per la Quaresima 2009
Prot. n. 26 OM 2009
Miei cari e stimati Confratelli,
anche quest'anno, la Quaresima, tempo in cui la Chiesa celebra i suoi esercizi spirituali, sta dinanzi a noi con la sua grazia, col suo invito alla conversione: bisogna ritornare a Dio con tutto il cuore. Risuona, con forza, nel bel mezzo dell'Anno Paolino, l'invito dell'Apostolo: «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio… vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio» .
Paolo allude ad uno spazio e un tempo che sono, insieme, “grazia” e “dono”, “libertà” e “scelta”; proprio all'interno di tale spazio e tempo, Dio, Padre misericordioso, veglia con pazienza e tenerezza su ciascuno di noi.
All'inizio della Quaresima, “tempo favorevole”, l'invito rivolto a tutti, pastori e fedeli, è riscoprire il dono della Croce.
La Croce di Cristo ha un messaggio chiaro per noi. Un messaggio che costituisce il vertice della rivelazione di Dio; un messaggio che dice la realtà della nostra fede più di ogni altra cosa, tant'è che la Croce, o meglio il Crocifisso, è diventata il simbolo per eccellenza della nostra fede, il nostro distintivo.
Possiamo dire che il messaggio della Croce e del Crocifisso è duplice.
] Ci ricorda la forza del male; ci fa comprendere le più profonde radici del male di cui l'uomo diventa spesso partecipe nell'esistenza terrena. Mostra la malvagità e la miseria dell'uomo che non esita a condannare il Figlio di Dio innocente. C'è un mistero dell'iniquità che avvolge la storia dell'uomo e del mondo intero. Occorre riconoscerlo per essere vigilanti. Cristo appeso alla Croce ci invita a non dimenticare che il male esiste ed è potente là dove trova terreno fertile nel cuore degli uomini; il male è potente là dove l'uomo si allontana da Dio e vuole vivere come se Dio non ci fosse.
] La Croce è testimonianza suprema dell'amore di Dio per l'umanità. Nella Croce noi vediamo l'amore gratuito, misericordioso e onnipotente di Dio per gli uomini. Nella sua enciclica Deus caritas est, Papa Benedetto XVI ci ricorda appunto che la verità di un Dio che è amore può essere contemplata solo a partire dalla Croce di Gesù.
La Croce ci dice che l'ultima parola nella storia dell'umanità non è il male, il peccato, ma l'Amore, perchè Dio nella Croce del suo Figlio ha redento una volta per sempre il mondo. Aggrapparci alla Croce significa sostenersi all'albero della vita: lì, nella Croce di Cristo, non sono stati sconfitti il bene e la vita, bensì il male e la morte. Qui e non altrove va cercata la vera ragione della speranza cristiana, della nostra speranza, la lieta notizia che dà senso e spessore alla vita e alla storia, nonostante gli inevitabili fallimenti. E allora con la liturgia del venerdì santo proclamiamo: Ave crux spes unica .
Cari confratelli, «la spiritualità Minima, centrata nella quaresima, quale momento più intenso di compartecipazione a Cristo sofferente» , ci indica il centro del cammino quaresimale: impegno reale e concreto di conversione, che consiste nel fare della Croce il riferimento costante e spontaneo.
Esorto tutti, in questo tempo di grazia, ad un maggiore spirito di preghiera e di silenzio : «E perché tutti i frati abbiano maggiore possibilità di pregare, si ammonisca ciascuno ad osservare con cura il silenzio evangelico» . Inoltre, per vivere intensamente il dono dell'Eucaristia e del nostro Sacerdozio, suggerisco, in questo tempo di Quaresima, di ripristinare la S. Messa conventuale, in modo che si concelebri, indipendentemente dagli impegni di Celebrazione ad orario: «Poiché la concelebrazione esprime e rinsalda l'unione fraterna, la Messa di comunità sia possibilmente concelebrata» .
Si celebri l'Ufficio divino con «spirito di santo timore e di esultanza» , dando rilievo alla meditazione quotidiana, che non deve mai mancare in ogni Comunità .
Per condividere la sofferenza di chi è nel bisogno spirituale e materiale, invito tutti noi a “ percepire la fame ”: fame di Parola, di senso, di autenticità. Fame di perdono, di amicizia e di misericordia. Fame di compassione e di solidarietà, per chi è nella sofferenza. Un cuore sazio non si percepisce con autenticità; ecco allora la proposta del digiuno. Digiuno simbolico dalla TV, dalla fretta, dal cellulare, dal Computer, da Internet, ma anche digiuno autentico dall'eccesso di cibo che, ricordiamocelo, appesantisce il nostro ciclo energetico. Un digiuno per qualcosa, però. Spegnere il televisore per stare insieme in ricreazione, rinunciare a qualche dono o necessità per aiutare un povero, digiunare dalla mormorazione per guardare gli altri con lo sguardo di Dio ed essere come Lui, misericordiosi. Digiuno dai peccati, dai giudizi e dai pregiudizi, digiuno dai nostri vizi e dalle nostre concupiscenze. Digiuno per aumentare la nostra fame, il nostro bisogno di Dio.
«Durante la mensa, nei giorni di digiuno, vi sia la lettura a refettorio e il silenzio » .
Inoltre, vi ricordo alcuni impegni di Formazione Permanente e di animazione per la Pastorale Giovanile e Vocazionale:
Mercoledì 11 Marzo ore 9.30 :
Incontro di Formazione per i Religiosi a Pozzano;
Martedì 17 Marzo ore 9.30 :
Incontro di Formazione per i Religiosi a Palermo;
Domenica 29 Marzo ore 9.00 :
Ritiro Spirituale di Quaresima per i Giovani a Massa L. (si può pernottare il sabato sera nel Convento di S. Francesco);
Mercoledì 1 Aprile ore 18.00 :
Commemorazione del B. Transito di San Francesco nella Basilica Pontificia di Piazza del Plebiscito in Napoli. La Solenne Concelebrazione sarà presieduta da S. Ecc.za Rev.ma Mons. Mario Milano , Arcivescovo di Aversa e Affiliato alla nostra Famiglia Religiosa. Parteciperanno tutte le Comunità Minime, i Giovani e i Terziari della Campania;
Domenica 19 Aprile ore 9.30 :
Incontro per i Ministranti, Ragazzi/e a Massa L. ;
Sabato 25 Aprile ore 10.00 :
Incontro per i Ministranti, Ragazzi/e a Milazzo.
Raccomando la partecipazione attiva e sentita di tutti, coinvolgendo i ministranti, i ragazzi, i giovani e i Terziari delle nostre Comunità. Il 1 Aprile p.v., sono sospese le Celebrazioni vespertine nelle nostre Comunità , per condividere la “Festa di Famiglia”, nel ricordo grato e filiale del N.S. Fondatore e dare così una bella testimonianza di comunione.
Chiedo ai Superiori delle Comunità sicule di concordare tra di loro e con i confratelli, al più presto, un incontro comune di preghiera, il 1 Aprile p.v., in occasione del B. Transito di San Francesco.
Nella ricorrenza dell'Anno Giubilare Mariano della nostra Provincia Religiosa nel 125° Anniversario dell'Incoronazione della prodigiosa Immagine di Maria SS.ma della Stella, nostra speciale Patrona, vi ho inviato una riproduzione su tela della Sua Immagine, che esporrete in Chiesa o nel Coro del Convento. Vi esorto a recitare ogni giorno la preghiera dell'Anno Mariano. Subito dopo la S. Pasqua daremo inizio alla “Peregrinatio Mariae”, con l'Immagine della Madonna della Stella, che visiterà le nostre Comunità, seguendo un calendario che predisporremo insieme.
Insieme, con fiducia in Dio Padre misericordioso, iniziamo il cammino quaresimale, salendo con Gesù, a Gerusalemme; la Santa Pasqua ci attende.
Tutti ricordo nella mia preghiera e benedico con affetto.
Dalla Sede Provincializia in Napoli, 25 febbraio 2009
Fr. Damiano M. La Rosa o.m.
Correttore Provinciale
P rot. n. 122 OM 2008
Respice Stellam, Voca Mariam
Carissimi Confratelli,
nell'imminenza della fausta ricorrenza del 125° Anniversario della Incoronazione dell'Effige di Maria SS.ma della Stella , Patrona Principale della nostra Provincia Religiosa, e nel 53° Anniversario della erezione della nostra Provincia Religiosa , desidero annunciarvi l'indizione dell' Anno Mariano Provinciale da celebrarsi in tutte le Comunità della nostra Provincia Religiosa ed in particolare nel nostro Santuario di Napoli, dichiarato Santuario Mariano Diocesano da S. Em. Rev.ma il Card. Michele Giordano, Arcivescovo Metropolita di Napoli, il 6 Marzo 1988.
Mi corre l'obbligo di precisare che la nostra ricorrenza non intende essere una iniziativa alternativa alla celebrazione dell'Anno Paolino indetto per la Chiesa Universale , ma si pone invece come occasione di riflessione e di grazia particolare per tutta la nostra Provincia e per i Fedeli affidati alla nostra attenzione pastorale.
L'Immagine di Maria SS.ma della Stella, Incoronata dal Capitolo Vaticano.
L'immagine di Maria SS.ma della Stella, è stata canonicamente incoronata dal Card. Guglielmo Sanfelice, Arcivescovo di Napoli, il 7 Dicembre 1884, per decreto del Capitolo della Basilica Vaticana. Grandi sono i pregi storici e artistici del Santuario che “ospita” la suddetta effige, e non meno grandi sono i valori spirituali ad essa annessi. Infatti, quando la Chiesa venne consacrata da S. Ecc.za Mons. Gennaro M. Maselli, Religioso Minimo e Vescovo di Ugento, il 4 Dic. 1884, e l'effigie della Madonna venne canonicamente incoronata, il S. Padre Benedetto XIV, Pontefice dell'epoca, benignamente concesse uno speciale privilegio. Tale privilegio, si legge inciso in due lapidi murate ai lati della porta principale d'ingresso del Santuario: « Benedictus XIV Pontifex Maximus benigne concessit ut haec S. Mariae de Stellis ecclesia Ordinis Minimorum S. Francisci de Paula Sacrosanctae Lateranensi Basilicae aggregata particeps sit indulgentiarum omnium quibus ipsamet Romae Basilica a Summis Pontificibus dicata est. Quicumque ergo Christi fidelibus corde mundo conscientia a sordibus perpurgata hanc Ecclesiam visitaverit dummodo non desit lucrandi illas intentio thesaurum istum indulgentiarum a Summis Pontificibus Lateranensi Basilicae concessum atque ex Christi et Sanctorum meritis factum ultro nanciscetur ».
La nuova erezione della Provincia Religiosa.
Il 1 Dicembre 1955, il M.R.P. Armando Capone, in qualità di Correttore Provinciale della nascente Provincia di S. Maria della Stella, unito al suo Rev.do Consiglio, chiedeva al Rev.mo P. Francesco Savarese, Correttore Generale, di inoltrare alla Congregazione dei Religiosi, richiesta formale di erezione a Provincia.
Il 7 Dicembre 1955, il Correttore Generale inoltrava la suddetta richiesta, motivandola nel modo seguente: « La Ven. Provincia di S. Maria della Stella, eretta sin dal 1535, nel corso della sua storia ha acquisito particolari benemerenze, avendo onorato l'Ordine dei Minimi con moltissimi Religiosi insigni per santità e dottrina. Durante questi ultimi tre anni, poi, ha dato prova di consolante vitalità. Infatti al Probandato già esistente nel Convento di S.Vito (Vico Equense), ne ha aggiunto recentemente uno nuovo, destinando a tale scopo l'importante Casa-Santuario di Pozzano (C.mare di Stabia). In tal modo, il numero dei suoi aspiranti è stato triplicato e, con l'aiuto di Dio, tutto
lascia sperare che aumenterà ancora nei prossimi anni. Né posso tacere il fatto che ogni Comunità è costituita da un numero di Religiosi professi sufficiente a garantire la vita comune e la esatta osservanza regolare » (P. A. Bellantonio, La Provincia Napoletana dei Minimi, p. 260).
Il 13 Dicembre 1955, la S. Congregazione dei Religiosi con rescritto Prot. n. 0505/55; F.3, a firma di S. Ecc.za Rev.ma P. Arcadio Larraona, Segretario, si esprime con parere favorevole: « Vigore facultatum a SS.mo Domino Nostro concessarum, S. Congregatio Negotiis Religiosorum Sodalium praeposita, attentis expositis, benigne annuit pro gratia iuxta preces, servatis ceteris de iure servandis. Contrariis quibuslibet non ostantibus »( Idem).
Il nostro impegno: la Santità.
Come Provincia Religiosa, abbiamo attraversato questo mezzo secolo di storia e siamo qui, “risorti”, da tante distruzioni e purificati da tanta sofferenza.
Vogliamo sforzarci, in quest'anno dedicato a Maria, ad assumere responsabilmente il cammino verso la santità.
Sì, miei cari, sull'esempio della B. Vergine Maria che ha risposto alla chiamata di Dio con piena disponibilità: “Eccomi, sono la serva del Signore”, anche noi, vogliamo e
dobbiamo desiderare di essere santi. Proprio guardando e invocando la Stella capiremo che possiamo farcela.
Sono fermamente convinto che se non ci impegniamo personalmente e comunitariamente a praticare la santità, non avremo futuro.
Siamo esortati a vivere la nostra consacrazione con entusiasmo e gioia; siamo invitati a curare la vita spirituale per essere consapevoli del dono della “vocazione” da parte di Dio.
Siamo invitati a “diventare santi in tutta la nostra condotta”. Questo deve essere l'impegno da assumere con grande serietà. Non possiamo correre il rischio di fermarci a fare della santità una semplice affermazione di principio disattendendo quanto rappresenta il primo nostro dovere: “Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione” (1 Ts 4,3).
Le nostre Comunità debbono essere “osservanti” in tutto del Vangelo e della S. Regola. I nostri Conventi siano veri luoghi di pace e di fraternità, dove accogliendo con “volto sereno e cuore gioioso”, i propri confratelli, gli smarriti e coloro che necessitano di un sorriso o di un aiuto, riconosciamo il volto sofferente di Cristo: “Chi accoglie voi accoglie me”!
Questa proposta di santità, che Gesù ci ha consegnato, noi dobbiamo trasmetterla, con l'esempio della nostra vita, alle nuove generazioni e offrirla a loro, con la certezza che Dio “disperde i superbi nei pensieri del loro cuore e innalza gli umili, riempie di beni gli affamati e rimanda i ricchi a mani vuote”.
Cari e amati miei Confratelli, dobbiamo consegnare ai nostri giovani religiosi una Provincia destinata a crescere sempre di più nella qualità e nella santità, auspicandoci che divenga quasi giardino di Dio per tutti coloro che cercano la via della santità e della carità.
Oggi comincia un anno di grazia, un Anno Mariano che sarà arricchito di indulgenze e di grazie.
Maria SS.ma ci invita ad essere uomini di speranza, e noi corriamo numerosi verso di Lei, interiormente condotti dalla nostra fede in Dio, perché oggi vuol farci di nuovo un grande dono: Gesù. Con la premura materna testimoniata alle nozze di Cana, Maria sembra dirci: « Non abbiate tentennamenti, fidatevi della parola di mio Figlio » (EdE 54).
Il compito di Maria è quello di offrire Gesù agli uomini e gli uomini a Gesù.
Maria ci rende giusti, puri, semplici, bisognosi dell'Amore di Dio e dei fratelli, ma anche capaci di donarlo.
Dobbiamo desiderare di vivere come un bambino tra le braccia di Maria. Ci impegniamo ad essere “comunicatori dell'Amore di Dio”, poiché non possiamo fermarci nell'ambito dei nostri interessi e dei nostri giudizi. Vogliamo “essere e sentirci piccoli”, sempre di più “minimi”.
Il Magnificat ci insegna che Dio soltanto è grande e, che, pertanto, deve essere da noi lodato e magnificato. Ci insegna che soltanto il Signore salva, e per questo l'animo nostro in Lui deve gioire. Il Signore si china su di noi con la sua infinita misericordia e ci solleva fino a sé con la sua potenza.
Sostiamo quest'anno spesso in preghiera, contemplando Gesù con gli occhi di Maria: non soltanto nelle grandi e solenni celebrazioni, ma soprattutto da soli, come a Nazareth, per stare un po' con Maria ai piedi di Gesù.
Il nostro posto è uno solo: tra le sue braccia, al posto di quel Bambino, perché Lei ci ama come ama Lui. Il nostro posto è vicino al Suo cuore. E quando saremo lì, nella preghiera, diciamoglielo: “Ave Maria, piena di Grazia, il
Signore è con te”, e allora Lei ci farà sentire: “Ave, il Signore è anche con te… Stai tranquillo, tutto passerà”.
Le esporremo i nostri problemi, i nostri dolori, le nostre angosce e Lei ci risponderà: “Non preoccuparti: Gesù è con te”. Nei momenti di difficoltà, quando viviamo i nostri problemi, quando ci sembrano insuperabili, Maria ci assicura che “dopo questo esilio”, sarà ancora Lei a mostrarci Gesù. Nei momenti più tristi, guardiamo la Stella che brilla di più e invochiamo il nome di Maria.
Abbiamo bisogno della speranza come prolungamento della fede. Maria si è dischiusa al soffio dello Spirito Santo, che ha compiuto in Lei meraviglie. Anche noi, con speranza, apriamo il nostro cuore al Signore: Egli non ci deluderà.
“Tota pulchra es Maria”. Tutta bella è la nostra Mamma celeste e in Lei non c'è macchia originale. Maria è bella della bellezza di Dio. Guardiamo alla Vergine piena di grazia, e da Lei vogliamo imparare a conoscere ed amare Cristo più a fondo, da Lei vogliamo imparare a vivere il Vangelo con serietà e in modo autentico.
Conclusione
Miei cari confratelli più anziani, desidero esprimervi tutta la mia stima e il mio affetto, e vi assicuro che sono rimasto toccato fin nel più profondo del mio cuore dalla vostra testimonianza di autentici religiosi obbedienti, e dal vostro attaccamento all'Ordine. Mi rivolgo in particolare a voi, confratelli ammalati e sofferenti e vi ringrazio perché nonostante la malattia siete disponibili ad esercitare, con passione apostolica, il vostro Ministero nelle varie Comunità. Vi chiedo di offrire le vostre afflizioni per l'incremento delle vocazioni alla nostra Famiglia Religiosa e per la santità di tutti noi religiosi.
Esorto voi, cari confratelli giovani, ad essere “santi, fedeli a Gesù, innamorati e osservanti della S. Regola e perseveranti nel bene”: sulla vostra testimonianza, credibile, se resa in modo coerente e gioioso nel carisma affidatoci dal nostro Santo Padre e Fondatore San Francesco da Paola, si basa il futuro della nostra amata Provincia Monastica e dell'Ordine dei Minimi. La santità è vivere con Cristo e di Cristo: “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).
Si pone con insistenza oggi nelle nostre comunità minime, la necessità di operare per ristabilire il primato dell'interiorità. Ricordiamoci che chi è chiamato a servire nella Chiesa si impegna primariamente a vivere la santità.
Quest'Anno Mariano sia l'anno della preghiera al Signore, mediante l'intercessione di Maria, per ottenere Vocazioni numerose e sante alla nostra Provincia: “chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto, cercate e troverete; perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà
aperto” (Lc 11, 9-10). Dobbiamo sentirci tutti coinvolti nella incessante e fervorosa preghiera, perché fiorisca la santità nell'amato e Sacro Ordine.
La preghiera, coltivata e vissuta intensamente, ci aiuterà a lasciarci guidare dallo Spirito del Signore, ci richiamerà costantemente il primato di Cristo e, in rapporto a Lui, il primato della grazia, della vita interiore e della santità.
Questo è il mio auspicio. Questo è l'augurio: che possiamo vivere, “come un bimbo svezzato in braccio a sua madre”, nella santità.
Attraverso Maria Dio oggi ci ripete: uomo, non sei solo. Dio è tuo Padre. Puoi scommettere sulla sua Presenza. Non va via nei momenti difficili, non ti abbandona quando la sofferenza diventa più dura. Puoi ancora scommettere su Dio e scommettere sulla presenza di Maria. Puoi scommettere sul bene. Il bene vincerà il male. La vittoria finale sarà della pace, della carità e dell'amore, non dell'odio e della vendetta. Questo la Madonna ce lo dice con cuore di mamma. E certamente, durante quest'anno, la proclameremo di nuovo “Patrona Speciale” della nostra Provincia e della nostra vita. Così potremo dire: “noi confidiamo in Te”, speriamo in Te e siamo sicuri di Te!
Avremo la forza di confidare a Maria che Lei è la Regina di tutta la nostra Provincia, l'Avvocata nostra, la Mamma nostra cara; proprio perchè, dopo mezzo secolo, possiamo ancora con esultanza e grande compiacenza ripetere, che “non si è mai sentito dire che alcuno ricorrendo alla sua protezione e invocando il suo patrocinio, sia rimasto da Lei abbandonato”.
Maria continua a essere la nostra aurora, e l'aurora annunzia infallibilmente la venuta del Sole.
Veneriamo con profondo amore la Vergine Santa e a Lei ricorriamo, affinché ci porti ogni giorno di più a Cristo Suo Figlio, che è Luce del mondo!
Guardiamo la Stella e invochiamo il nome di Maria!
Vi benedico di cuore, cari Fratelli, ed affido tutti alla intercessione materna di Maria, Vergine SS.ma della Stella, Guida amorevole della nostra Provincia e nostra speciale Patrona.
Dalla Sede Provincializia in Napoli, 7 Dicembre 2008
Solennità di S. Maria della Stella
Fr. Damiano M. La Rosa o.m.
Correttore Provinciale
Preghiera per l'Anno Mariano Provinciale
O Maria SS.ma, ci è caro invocarTi, col titolo di “Regina e Madre della Stella”,
in quest'Anno Giubilare, in cui ricordiamo la Tua gloriosa Incoronazione.
A Te ci affidiamo con fiduciosa semplicità, e,
pellegrini nella fede, servi nell'amore, ci sforziamo d'essere in cammino verso il Cielo. Aiutaci ad essere zelanti nell'osservanza della Santa Regola, e rendici fedeli discepoli del nostro Padre San Francesco, autentici Testimoni ed Apostoli della Carità.
Che siano le Tue virtù di umiltà e mansuetudine a sopprimere i nostri egoismi!
Affidiamo a Te, o Madre buona, le nostre Comunità, perché divengano veri cenacoli di vita fraterna, di preghiera e di spiritualità.
Benedici, o Madre, noi Tuoi Figli Minimi e sostienici nel cammino della nostra Consacrazione.
Chiedi a Gesù di inviare, nella nostra Provincia Religiosa,
gioiosi annunciatori del Vangelo.
Accogli i nostri propositi ed esaudisci le nostre preghiere. Amen!
Prot. n. 126 OM 2008
DECRETO DI INDIZIONE
ANNO MARIANO PROVINCIALE
2008 - 7 DICEMBRE - 2009
NEL
125° ANNIVERSARIO DELL'INCORONAZIONE
DELLA IMMAGINE DI MARIA SS.MA DELLA STELLA
1884 – 4 DICEMBRE – 2009
In Nomine Domini. Amen!
La nostra Provincia Religiosa è posta sotto la materna protezione della Beata sempre Vergine Maria, e con il Titolo di S. Maria della Stella essa la riconosce sua peculiare Patrona.
I vari Conventi e Santuari che costellano il territorio provinciale, disposti quasi a disegnare una mappa stellare, riferimenti di speranza e di rifugio nel mare della vita, testimoniano la costante devozione dei figli di San Francesco da Paola, verso la SS.ma Madre di Dio.
Tra essi il Santuario Mariano Diocesano di S. Maria della Stella , in Napoli, tiene il posto di un astro di più vivo fulgore, dove la Madre del Signore è invocata con il titolo della “Stella”.
Pertanto:
Dopo aver prestato ascolto ai saggi consigli della Curia Provincializia e di vari Religiosi, Terziari e Fedeli, ispirati da sincera e autentica devozione verso la Beata sempre Vergine Maria della Stella e da vivo desiderio e afflato spirituali e pastorali;
Considerato il nostro desiderio di “ricorrere” a Maria per intercedere da Gesù il dono della santità e l'impegno generoso e costante nell'osservanza regolare per noi Frati, e, così poter ottenere nuove e sante vocazioni alla nostra Provincia Religiosa;
Confidando in una rinnovata effusione di grazia e misericordia, per l'intercessione materna della Madonna della Stella;
Volendo inoltre celebrare il 125° Anniversario della “ Incoronazione ” , dell'Immagine della Vergine Santa, canonicamente incoronata dal Card. Guglielmo Sanfelice, Arcivescovo di Napoli, per decreto del Capitolo della Basilica Vaticana, il 4 Dicembre 1884;
con il presente
D E C R E T O
INDICIAMO PER LA PROVINCIA DI S. MARIA DELLA STELLA
UNO STRAORDINARIO ANNO MARIANO
da celebrarsi in tutte le Comunità della Provincia Religiosa. Esso avrà il suo inizio dalla data del 7 Dicembre 2008 e la sua conclusione il 7 Dicembre dell'anno 2009 .
La Provincia Religiosa di S. Maria della Stella, con la celebrazione di tale anno, guardando alla Beata sempre Vergine Maria, Madre, Immagine e Modello della Chiesa, si prefigge:
- di sostenere il quotidiano impegno dei suoi Religiosi nella testimonianza di Cristo e del Vangelo della Carità;
- di favorire la missione di evangelizzazione, affidata alla Chiesa stessa, mediante la S. Eucaristia, la Preghiera, l'Adorazione Eucaristica, la Catechesi e l'ascolto della Parola, la Vita Sacramentale, il S. Rosario e la “Peregrinatio” dell'Icona di Maria SS.ma della Stella;
- di richiamare i figli smarriti, confusi o stornati dal cammino di santità, a ritornare “ad Jesum per Mariam”, riconoscendo il nostro Divin Salvatore presente e operante nei Santi Sacramenti;
- di offrire le coordinate spirituali affinché non si perda di vista, pur tra gli affanni, le preoccupazioni e la dispersione delle realtà terrene, quella che è la vera meta proposta all'uomo, la Vita Eterna ;
- di apprendere dalla premurosa e materna carità e intercessione della Vergine Ss.ma l'esercizio fedele e gioioso delle opere di misericordia.
A sostegno dell'impegno di ciascuno e dell'intera Provincia Religiosa , chiediamo:
- ai Religiosi e ai Terziari di indirizzare a tal fine la loro preghiera;
- agli ammalati e ai tribolati di offrire le loro sofferenze e il loro dolore, certi di
essere ricambiati dalla vicinanza e dall'affetto dei fratelli.
Confidiamo altresì nel grande dono celeste che ci proviene dalla pratica delle Indulgenze , che pubblicheremo non appena ottenuto il Rescritto richiesto alla Sacra Penitenzieria Apostolica.
La Beata sempre Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra, Vergine SS.ma della Stella, con la Sua gloriosa e potente intercessione ci ottenga fin d'ora l'abbondante Benedizione del Signore, che su tutti invochiamo.
Dalla Sede Provincializia in Napoli, 7 Dicembre 2008
Fr. Damiano M. La Rosa o.m.
Correttore Provinciale
Fr. Francesco Carmelita o.m.
Segretario Provinciale
LETTERA DEL P. PROVINCIALE PER IL NUOVO ANNO 2008 - 2009
Ai Confratelli Religiosi della Provincia
Alle Fraternità del T.O.M.
Loro Sedi
Prot. N. 56 OM / 2008
In vista del nuovo Anno Pastorale 2008 - 2009 sono lieto di consegnare ai Confratelli Religiosi e Terziari della nostra Provincia Religiosa questo Calendario di iniziative.
Esso ci ricorda gli impegni e le attività da svolgersi a livello provinciale per crescere spiritualmente attraverso la Formazione Permanente e vivere l'anno liturgico come itinerario alla “sequela” di Cristo e di crescita nella vita di fede.
L'anno liturgico, infatti, è l'evento sacramentale che ci permette di attualizzare, rivivere e annunciare gli eventi della vita di Cristo. Come ci insegna la Costituzione Conciliare Sacrosanctum Concilium , «la Santa Madre Chiesa considera suo dovere celebrare con sacra memoria, in determinati giorni, nel corso dell'anno, l'opera salvifica del suo Sposo divino…» (SC 102).
L'anno liturgico dispiega nel tempo i diversi aspetti dell'unico Mistero Pasquale, fino a trasformare l'anno intero in un “anno di grazia del Signore”.
Il nostro impegno è costituito dalla valorizzazione della prospettiva cristologica dell'anno liturgico nel quale continueremo a percorrere l'itinerario di discepolato cristiano e di testimonianza resa a Gesù Risorto, unico fondamento della nostra speranza.
« Abbiamo posto in Cristo la nostra Speranza » (Ef. 1,12): è il tema portante del nostro itinerario di fede. Esso vuole aiutare ciascuno di noi ad ascoltare, seguire e annunciare Gesù Cristo, morto e risorto.
Inoltre affronteremo la tematica dell'obbedienza religiosa vista in quella ricerca di Dio e della sua volontà che è propria del credente, approfondendo l'Istruzione della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica dal titolo “Il Servizio dell'autorità e l'obbedienza”.
Per percorrere questo itinerario di fede desideriamo celebrare un Anno Mariano Provinciale che avrà inizio il 7 Dicembre p.v. e si concluderà il 7 Dicembre 2009. In quest'Anno Mariano vogliamo ringraziare il Signore perché da ben 53 anni la nostra Provincia Religiosa è viva ed è segno di vita e di speranza, ma anche vogliamo chiedere a Gesu, attraverso Maria, il dono di sante e numerose vocazioni al nostro S. Ordine e alla nostra Provincia in particolare.
Nel consegnarVi questo Calendario, auguro a tutti di celebrare l'anno liturgico come discepolato al seguito del Signore Gesù, per diventare nel mondo ogni giorno di più “ testimoni e annunciatori di Cristo ”.
La Beata Vergine Maria della Stella, ci guidi a Gesù, ci insegni a contemplare il volto del suo Figlio, ad ascoltare la sua parola e a fare “ tutto quello che egli ci dirà ” (cf. Gv 2,5).
Su tutti invoco abbondante la benedizione del Signore.
Dalla Sede Provincializia, Napoli 18 Luglio 2008
Fr. Damiano M. La Rosa o.m.
Correttore Provinciale
LETTERA DEL P. PROVINCIALE NELLA CONSEGNA DEL PROGRAMMA DI PASTORALE GIOVANILE MINIMA
C arissimi Confratelli,
nell'affidarvi questo documento programmatico che contiene alcune indicazioni pratiche per l'attuazione del Piano di Pastorale Giovanile Vocazionale Minima redatto nel 1992, sento la necessità di rivolgermi ad ognuno di voi per esortarvi, ancora una volta, a rinnovare la vostra fiducia nella Divina Provvidenza, nella consapevolezza che nulla si può opporre al volere di Dio e per invitare ciascuno di noi a vivere la Speranza.
È pur vero che l'età avanzata, le condizioni di salute non ottimali di tanti di noi, il nostro numero così esiguo, sono condizioni che spesso turbano la nostra serenità e potrebbero indurci a dimenticare che ognuno di noi, pur rimanendo un “servo inutile”, è prezioso agli occhi del Padre, e deve continuare ad essere parte attiva nella vita della nostra Provincia Religiosa.
Senza speranza non si vive. Vien meno la fiducia, la capacità progettuale, la voglia di lavorare e persino di vivere. Chi non si attende più nulla, non vede perché dovrebbe impegnarsi, affrontare sacrifici e rinunce, correre rischi, sfidare l'incertezza.
Chi non ha più speranza ha già cessato di sognare, ha ammainato le vele, ha tirato i remi in barca e si è abbandonato alla deriva. E' apatico e rassegnato, ha fatto il bilancio delle sue fatiche e ha tirato l'amara conclusione che tutto è inutile.
Chi è animato dalla speranza è attivo e combattivo. Non vive di rimpianti. Sa che nella vita non ci sono fallimenti definitivi, non ci sono sconfitte da cui non si possa ripartire. Chi spera, non si scoraggia di fronte alle inevitabili difficoltà della vita.
Non si sente abbandonato, ma comprende che quello è il momento della semina faticosa: “Noi ci affatichiamo e com battiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini” (1 Tm. 4,10).
Se dunque opereremo in modo conforme alla volontà di Dio, la nostra opera sarà efficace e produrrà frutti di conversione per noi e per i fratelli che avremo la grazia di incontrare sul nostro cammino.
Per essere uomini di speranza, è indispensabile che ciascuno di noi rigetti il proprio pessimismo che porta alla “noia di vivere”, affronti i momenti di sfiducia e superi il senso di stanchezza che lo prova, per contribuire alla costruzione del Regno, adoperandosi, con la parola, con l'esempio e con le opere, nella diffusione e nell'offerta dell'Annuncio ai giovani, senza dei quali il messaggio di cui siamo depositari da oltre cinque secoli è destinato a spegnersi lentamente.
Le “Linee di Progetto”, scaturite dai vari incontri dell'Equipe di PGVM, vogliono offrire dei punti di riferimento e delle indicazioni concrete. D'altra parte, rivolgendosi a tutta la Provincia, non possono proporre un metodo di lavoro che risponda alle specifiche esigenze di ogni realtà locale. Per questo è da augurarsi che l'aiuto dello Spirito e la creatività di ognuno possano favorire un'effettiva attuazione delle indicazioni date.
Il nostro Santo Padre e Fondatore San Francesco e la Vergine Madre di Dio che veneriamo con il Titolo di S. Maria della Stella, e che Dante Alighieri chiama “di speranza fontana vivace”, ci sostengano nel nostro cammino e ci ottengano la grazia di essere coerenti e credibili operai nella Messe del Padre, consapevoli di aver posto in Gesù la nostra speranza.
Dalla Sede Provincializia, Napoli, 31 Maggio 2008
P. D AMIANO M. L A R OSA O . M .
Correttore Provinciale