
L’Ordine dei Minimi, a cui appartiene la Provincia Religiosa di Santa Maria della Stella è ricco di storia, cultura, avvenimenti e personaggi, essendo il quinto Ordine Religioso Mendicante in ordine di approvazione. Esso ebbe origine nel 1435 a Paola (Cs) quando un giovane eremita di nome Francesco, di famiglia semplice e umile , dopo aver trascorso un lunghissimo periodo di solitudine assoluta in una grotta nei monti del Bruzio all’insegna della continua preghiera accompagnata dall’ ascesi fisica sullo stile dei Padri del deserto, accoglieva un primissimo gruppo di uomini che desideravano menare anch’essi vita solitaria vestendo l’abito e osservando un regime di assoluta rinuncia e mortificazione corporale. Il numero di coloro che vollero seguire le orme di Francesco di Paola si accrebbe notevolmente nel corso degli anni, sicchè dal primitivo romitorio (di cui ancora oggi si conserva intatta la struttura nell’attuale Santuario di Paola) si passò alla costruzione del convento nella suddetta cittadina calabrese.
La primitiva congregazione eremitica con l’ausilio della gente potè edificare un secondo convento a Paterno Calabro (Cs), che fu la seconda città in cui Francesco si trovò a vivere, operare ed esternare il suo carisma di umiltà e di amore a Dio.
Altri conventi che, sempre con il sostegno economico del popolo, la congregazione realizzò in Calabria riguardarono diversi altri centri cittadini come Spezzano, e altre località limitrofe. Un altro convento venne fondato anche a Milazzo (Me) e un po’ alla volta gli eremiti presenziarono su tutto il territorio dell’allora Regno delle due Sicilie. Con la partenza di San Francesco di Paola per la Francia, alla corte di Plessis Le Tours, dove era stato invitato per guarire il re Luigi XI da un morbo maligno che lo avrebbe portato alla morte (Il Santo non lo guarirà ma lo convincerà ad accettare cristianamente il trapasso) il considerevole appoggio dei reali permise una forte espansione oltre che in Italia anche nelle terre del resto d'Europa, fondando delle case in Francia, in Spagna, in Germania e in Repubblica Ceca.
Intanto, durante la fine del secolo XV e gli inizi del 1500 il Fondatore si adoperò non senza difficoltà perché presso la Santa Sede venisse approvata la Regola della sua Congregazione secondo uno specifico del tutto singolare di vita quaresimale a cui il Santo Paolano teneva molto e che avrebbe voluto costituisse negli anni a venire lo specifico dell’Ordine dei Minimi.
Gli statuti vennero finalmente approvati nel 1506 da papa Giulio II, ma l’impostazione della famiglia minima di San Francesco di Paola con essi cambiò notevolmente: da eremiti i frati erano già passati ad assumere delle connotazioni monastiche e ora, ancora vivente il Fondatore, avevano assunto uno stile di vita pressocchè conventuale sulle orme degli altri Ordini Mendicanti già esistenti, che non dava più l’esclusiva alla vita solitaria. Rimase intatto tuttavia il carisma della maggiore penitenza che si esterna ancora oggi nel quarto voto di vita quaresimale, che impone ai religiosi di astenersi dai cibi a base di carne e di vivere il primato di Dio sulla materia, la conversione continua al Signore che ci salva e la fuga dalle vanità del mondo. La caratteristica peculiare del religioso minimo è quella pertanto del riconoscimento della propria precarietà e debolezza, dello stato di insufficienza della propria natura umana, della riscoperta della necessità di attribuire a Dio l’importanza primaria al disopra di tutto e di anelare costantemente a Lui in ogni circostanza della vita; insomma di optare sempre per Dio rinunciando alle vanità del mondo.
Essendo quindi il carisma dei Minimi quello della penitenza, l’apostolato specifico dei religiosi nella chiesa si incentra principalmente sul sacramento della riconciliazione, la direzione spirituale e la predicazione, attività che di fatto i minimi esercitano in tutte le realtà in cui si trovano a vivere e ad operare, quantunque la loro dimensione apostolica assuma diversi contesti e connotazioni, dalle semplici attività conventuali alla parrocchia alle missioni estere.  
Il Santuario San Francesco di Paola, in Calabria, luogo delle Origini dell’Ordine dei Minimi
Oggigiorno l’Ordine, costituito da Religiosi Sacerdoti e dai Fratelli, non è più presente nelle numerose nazioni nelle quali aveva apportato il suo contributo nei secoli passati: tutti i conventi della Francia e della Germania sono stati soppressi e le sparute realtà in cui i Minimi sono presenti in Europa riguardano tre conventi della Spagna (Madrid, Barcellona, Pamplona) e una casa in Repubblica Ceca (Vranov). Di recentissima fondazione (2006) è il Convento in India. Altre case in cui i religiosi sono presenti riguardano il Brasile (San Paolo, Rio De Janeiro, Guarapuava), la Colombia (Bogotà), Stati Uniti (Los Angeles) e il Messico (Saltillo), queste ultime edificate fra il 1950 e il 1999.
L’Italia è la nazione in cui i frati Minimi sono maggiormente presenti e conosciuti. Il territorio monastico italiano è suddiviso fra la sede della Curia Generalizia (Roma con gli storici conventi di San Francesco di Paola ai Monti, Sant’Andrea delle Fratte e il Seminario dell’Eur) e tre Province monastiche riguardanti:
- La provincia di Paola (Provincia di San Francesco) che comprende i conventi della Calabria e della Piglia: Paola (Cs), Paterno Calabro, Corigliano Calabro, Pizzo, Catona di Reggio Calabria, Sambiase, Catanzaro, Cosenza (due case), Bari, Taranto, Grottaglie (Ta)
- La Provincia di Napoli (Provincia di Santa Maria della Stella) che comprende il territorio della Campania e della Sicilia, alla quale è dedicato questo sito: Napoli (tre case), Castellammare di Stabia (Na), Vico Equense (Na), Massa Lubrense (Na), Salerno, Milazzo (Me), Palermo, Marsala (Tp)
- La Provincia di Genova (Provincia di Gesù Maria), che comprende alcuni conventi del centro – nord Italia: Genova (due case) Imperia Oneglia, Rimini, Cagliari, Civitavecchia (Roma)
Un evento particolare, fra i tanti, che interessò l’Ordine dei Minimi si verificò il 20 Gennaio del 1842, quando la Madonna apparve in sembianze umane nella Basilica romana di Sant’Andrea delle Fratte gestita dai nostri religiosi e convertì alla fede cattolica un nobile ebreo di nome Alfonso Ratisbonne che vi era entrato quasi per caso attratto dalle sontuosità artistiche e architettoniche del tempio. L’ebreo, che in realtà era del tutto miscredente e avverso alla religione cristiana, dopo l’incontro con la Vergine divenne sostenitore del cattolicesimo; ordinatosi sacerdote gesuita, fondò un Istituto Religioso Femminile.
Grati alla Madre di Dio per averli privilegiati in questo evento così singolare, i Religiosi Minimi, apostoli delle penitenza e della conversione, hanno ravvisato nell’apparizione mariana un esplicito incoraggiamento da parte del Signore a perseverare in questo loro intento carismatico e dal 1842 in poi promuovono presso la basilica di Sant’Andrea delle Fratte in Roma il culto a Colei che hanno definito la “Madonna del Miracolo” o meglio ancora “Madonna della Conversione”, il cui altare è ancora adesso meta di numerosi pellegrinaggi.
L’altare della Madonna del Miracolo
.Quello dei Religiosi uomini non è tuttavia l’unico ramo della famiglia minima: sempre su iniziativa di San Francesco di Paola, ancora questi vivente venne approvata
anche una Regola destinata ai Terziari Minimi, che ancora oggi costituiscono la realtà laicale dell’Ordine. Si tratta infatti di un’associazione di laici che, pur vivendo nel mondo ed essendo inseriti nella realtà professionale, casalinga e familiare di tutti i giorni, per vocazione divina scelgono di vivere in ogni ambito lo spirito dell’umiltà e della penitenza ereditato dal Fondatore paolano e si avvalgono di Statuti speciali che orientano la loro vita e la loro attività.
Accanto ai Terziari, vi sono le Monache Minme claustrali, che condividono con il Primo Ordine la stessa spiritualità penitenziale del Paolano osservando una Regola appositamente voluta dallo Stesso per loro e aggiornata secondo le necessità odierne.
Per approfondire…..
Il sito dell’Ordine dei Minimi: www.ordinedeiminimi.it
Pastorale giovanile minima: www.giovaniminimi.it
Comitato per il Centenario www.comnazionalesanfrancescodipaola.it
L'identità minima
Franco Romeo
Identità, un termine di grande precisione matematica, come relazione di esatta uguaglianza o coincidenza.
Deriva etimologicamente dal termine latino idem che vuol dire lo stesso, il medesimo.
L'identità è uno dei principi fondamentali della logica, esprimendo l'eguaglianza di due elementi.
L'attributo minima ci permette di entrare nella particolare relazione tra chi appartiene all'Ordine dei Minimi ed il fondatore dell'Ordine stesso, relazione che è unica e tale da costituire uno specifico nella Chiesa.
Dio chiama Francesco da Paola per una missione specifica, offrendogli un dono particolare il carisma penitenziale della conversione; Francesco risponde liberamente e addita alla Chiesa un modo particolare di seguire Cristo, che consiste nell'accettare, ciascuno nel proprio stato , “la radicalità evangelica che non si accontenta di un'onestà naturale, ma comporta scelte coraggiose non di rado contrastanti con il comune sentire”[1].
Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza ma non in fotocopia.
Ciascuno è originale e per ciascuno Dio ha un suo progetto specifico. Ma l'avere risposto ad una chiamata particolare di condivisione del dono offerto a Francesco è indispensabile che ciascuno si accosti a quel modello di santità in una tensione che lo porti all'imitazione spirituale, cioè a vivere esperienze nuove, in uno stato di vita diverso di quello di Francesco, ma secondo il suo spirito o meglio secondo quanto lo Spirito lo ha ispirato.
Soffermandoci brevemente sulla personalità e santità di Francesco [2] vediamo che era fondamentalmente un ottimista, scommetteva sempre sulla speranza e sul bene, confidando nella bontà fondamentale dell'uomo e nella sua capacità di cambiamento, accoglieva, ascoltava, consolava, confortava, era generoso, disponibile, servizievole, sapeva intrattenere rapporti di vera amicizia, era uomo deciso, autorevole, coraggioso, coerente, una guida esperta e saggia, radicato nella storia, non estraneandosi dai problemi del suo tempo. Sue virtù sono l'umiltà, la pazienza, la carità.
Aspetti del suo carisma personale di uomo penitente sono la vita eremitica, la grotta, la povertà, l'ascesi fisica.
E' apostolo di conversione. Si lascia guidare sempre e solo dallo Spirito.
Ripropone alla Chiesa l'esperienza dei Padri del deserto come segno concreto di impegno di consacrazione e di fedeltà al Signore.
Si delinea così il carisma di fondazione dell'Ordine: la conversione
Il catechismo degli Adulti La verità vi farà liberi distingue la conversione fondamentale che avviene solo in connessione con il sacramento della riconciliazione (930) dalla conversione continua, che determina un processo dinamico e permanente che dura per tutta l'esistenza esigendo un passaggio continuo dalla vita secondo la carne alla vita secondo lo Spirito (932). E' un cammino faticoso e lento , che conosce crisi, ritardi e ricadute (933)
La virtù della penitenza è un esercizio continuo di purificazione ( digiuni, astinenze, mortificazioni), dominio di sé (controllo della propria volontà e delle proprie affettività per orientarle al bene) .
“Austero con se stesso, Francesco era generoso ed accondiscende con tutti gli altri e in particolare di specchiata prudenza in tutte le sue azioni.
Era benigno e servizievole con tutti sia con i secolari che con i suoi stessi religiosi. ...Affettuosamente paterno e tutto benigno era con gli umili ed i pentiti. Cercava di scusare i colpevoli...richiamava gli ostinati con parole dolci ed altri buoni espedienti....Amava quelli che lo perseguitavano...Non parlava mai male di nessuno. Odiava il vizio di tagliare i panni addosso, ed allontanava i maldicenti.
In tutte le sue azioni aveva sempre sulle labbra la parola carità, dicendo: :”Facciamo per carità, andiamo per carità”. Francesco di Paola indica una via la vittoria su se stesso, su quel nemico implacabile che è dentro di noi.
Occultò la sua personalità, la rimpicciolì per nascondere la potenza dei suoi prodigi, per insegnare come di tutto siamo debitori al Signore: di ogni bene, di ogni gioia, essendone Lui la prima unica fonte.
Francesco s'avvide che bisognava moderare e soggiogare la materia per renderla docile alla volontà, pronta ai bisogni dello spirito.
Il voto della vita quaresimale perpetua che impone ai suoi religiosi si traduce per i terziari nell'esortazione a non seguire le pubbliche mondanità, ad aborrire anche le vanità del mondo, gli onori, la rinomanza, il fasto di questo mondo caduco, la sua gloria e le sue ricchezze periture.
Un carisma che le attuali costituzioni del Terzo Ordine riassumono nel primato di Dio, nell'umiltà della mente, del cuore e della vita, nella carità verso i fratelli con impegno operoso, che come afferma la bozza delle nuove Costituzioni imita e ripropone l'accoglienza amorevole e la compassione solidale che ha caratterizzato la penitenza del Fondatore.
Essere terziari minimo significa essere impegnato in un processo austero di ascesi sempre aperto all'accoglienza del Vangelo della Carità .
Fuggirete tutto ciò che uccide il proprio simile. ... pronti ad osservare la dottrina evangelica cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e col gusto proprio delle cose celesti, scioglierete a Dio canti di lode per tutti i benefici che vi ha elargiti. .....Felici, senza dubbio, coloro che si studiano di avere una vita virtuosa piuttosto che longeva e la coscienza monda piuttosto che la cassa piena di quattrini[3]
Digiuno, preghiera, opere di misericordia sono nel carisma minimo un'unità inscindibile e di questo tutti ne dobbiamo prendere coscienza Guardando Cristo, che ci ha amato ed ha dato la vita per noi (Gal 2,20) i terziari minimi sono chiamati in modo particolare ad entrare nella logica divina del dono di sé.
Questa logica va oltre l'elemosina e l'assistenzialismo per creare cultura della gratuità, della condivisione, del bene comune da anteporre a quello personale.
Tutti assistiamo al declino del senso della legalità, alla schiavitù del consumismo.
Il carisma minimo, con la sua proposta di una vita sobria, si presenta come una vocazione alla liberazione per sperimentare la dimensione spirituale perché ciascuno sappia valorizzare il proprio capitale umano da far fruttare in una logica di responsabilità individuale e di bene comune.
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[1] Giovanni Paolo II, Messaggio al Movimento Laicale dei Terziari Minimi, 1 maggio 2001, n. 2
[2] Giuseppe Fiorini Morosini “Il Carisma penitenziale di S. Francesco di Paola e dell'Ordine dei minimi”.
[3] Dalla Regola del Terzo Odine dei Minimi
Franco Romeo,
Terziario minimo di Palermo
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