
IL TERZ'ORDINE DEI MINIMI: CENNI STORICI
Già durante i primi passi della vita eremitica del giovane Francesco di Paola si distingue la presenza di alcune persone di ambo i sessi che pur non consacrando direttamente la propria vita al servizio divino nello specifico dell'eremo alla pari dei confratelli del Paolano, prestano a lui obbedienza e rispetto, prodigandosi generosamente nella costruzione del convento e nell'elargizione di molti beni; a costoro, specialmente alle donne che aiutavano il frate paolano nelle mansioni di edificazione del convento, Francesco raccomanda la fedeltà al sacramento del Matrimonio e l'osservanza di altri moniti di spiritualità evangelica.
Sorge così un po' alla volta prima nella prassi, poi negli Statuti il Terz'Ordine dei Minimi, ramo secolare della Famiglia di San Francesco di Paola, che si inserisce nell'Ordine accanto ai frati e alle Monache di clausura: l'osservanza dei comandamenti divini, la carità e la preghiera nella specificità di particolari osservanze penitenziali di rinuncia e di digiuno furono le prime caratteristiche che il Santo volle da questi nuovi, genersoi, membri. Uomini e donne dediti all'osservanza di uno stato di vita incentrato sulla spiritualità di Francesco di Paola nonostante la loro persistenza nel mondo e nella vita matrimoniale si distinsero anche in Francia ai tempi del periodo touronense della vita del Fondatore, che si riscontrano in parte anche organizzati giuridicamente ma non si hanno dati storici esaurienti intorno alla nascita del terzo ramo della famiglia minima. Fatto sta che nel 1501 Francesco provvide a presentare per l'approvazione una prima Regola per il Terz'Ordine dei Minimi che avrà le sue nuove relazioni nel 1502 e finalmente nel 1506 che sottolinea ancora una volta il primato dell'ascesi e della spiritualità penitenziale per uomini e donne che continuano a vivere nel secolo pur nutrendo un sommo amore per il Santo Paolano. Evidentemente l'eremita aveva ben considerato la presenza continua e costante di persone che amavano seguire il Signore nella peculiarità della penitenza e della preghiera senza tuttavia compromettere la propria libertà personale attraverso una speciale consacrazione di vita religiosa e valutava un sistema di vita per questa gente così attenta e generosa e soprattutto interamente dedita alla spiritualità del paolano, risolvendo così che doveva rinvenirsi uno statuto di vita intermedio che disciplinasse anche questi laici pur mantenendo integra la loro disposizione alla vita sponsale. Francesco, che non deprezzava per niente il laicato e la scelta di vita secolare, si adoperò così per l'approvazione di uno statuto specifico per il Terz'Ordine laicale dei Minimi, che tuttoggi persiste in tutte le realtà in cui è insediato il Primo Ordine e non di rado anche in altre località in cui i religiosi uomini sono assenti.
I Terziari Minimi partecipano della spiritualità dei religiosi del Primo Ordine, condividendo la loro vita religiosa e collaborando anche dal punto di vista organizzativo della chiesa in cui essi dimorano e dedicandosi non di rado alle varie attività della stessa parrocchia come l'organizzazione della carità e la partecipazione alla catechesi nelle parrocchie minime. I valori irrinunciabili della spiritualità del Terz' Ordine, che oltre che vissuti in prima persona vanno esternati nel mondo circostante in cui il singolo soggetto si trova a vivere e ad operare, riguardano in primo luogo il primato di Dio su ogni cosa e la fuga dalle vanità del mondo e dalle effimeratezze nello stile di vita semplice che fugge la ricercatezza, quindi la continua riconciliazione con Dio nella preghiera e nelle opere di carità e di solidarietà il tutto avvalorato dalle rinunce corporali del digiuno e dell'ascesi fisica prescritte dalla Regola secondo determinate normative disciplinari.
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